Bologna, Marzo 2003
"Hanes
Taliesin"
(La storia di un Bardo)
Traduzione, adattamento testi e messa in scena di Cristina Laffi
collaborazione musicale del
M. Enzo Vacante
e con la partecipazione straordinaria di
Silvia Raule e Mario Lipparini (arpe celtiche e salterio)









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Taliesin, il cui nome in gallese significa
Fronte Radiosa Radiant Brow, emerge come
una delle più enigmatiche figure nella tradizione bardica
britannica e la sua storia venne tramandata oralmente, per generazioni
e generazioni, e custodita dai Druidi, che dovevano impararla a
memoria e meditarla per ben ventunanni, prima di poterla rivelare.
Questo lavoro si basa su un antico manoscritto, Hanes Taliesin,
rinvenuto nel sedicesimo secolo. Esso contiene, però, materiale
molto più antico, risalente allAlto MedioEvo, e pubblicato
poi nella raccolta del Mabinogion. Diverse evidenze ci portano però
indietro, fino al sesto secolo d.C., e più indietro ancora,
nelle tradizioni mitologiche pre-cristiane di matrice celtica, così
che in realtà il manoscritto ci trasporta
da una dimensione sicuramente storica
ad una più mutevole, eterna e universale: quella del mito
e del mistero; le sue stesse origini si perdono nella nebbia dei
tempi e non vi sono certezze assolute riguardo alle fonti. Certo
è che, ancora oggi, la figura di Taliesin, Bardo dei Bardi
delle Isole della Britannia, ci parla attraverso i secoli come larchetipo
del Bardo celtico, ispirato da Awen e guidato dagli Dei.
La sua immagine e la sua eredità combinano
storia e mito, rivelandosi come potente e profonda sorgente dispirazione.
Visitando il selvaggio Galles, percorrendo le sue brughiere e i
suoi boschi, sedendo al centro dei cerchi archeologici in pietra,
varcando la soglia dei ponti levatoi dei suoi innumerevoli e incantati
castelli, ho potuto rendermi conto di quanto questa storia, raccontatami
diversi anni or sono, sia ancora così viva.
Ho sentito dunque il desiderio di raccontarla ad altri, perché
tutte le belle storie che si ha avuto la fortuna di conoscere non
devono mai essere tenute solo per se stessi: questo non fa bene
alle storie ed esse non lo vogliono.
E il regalo più bello è stato il poterla raccontare
attraverso la voce dei miei allievi
Maestra Cristina Laffi








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