Venere, Botticelli - Uffizi Firenze

L’Italia alla ricerca di un rinnovamento del Rinascimento

Articolo per “100 years of education towards freedom” di Cristina Laffi

“Conosci la terra dove fioriscono i limoni,
nello scuro fogliame avvampano le arance d’oro,
un mite vento spira dal cielo azzurro,
il mirto è immobile e svetta l’alloro,
dì, la conosci?
Laggiù! Laggiù! vorrei andare con te, mio Amato.

(Mignon, da Wilhelm Meister, Johann Wolfgang Goethe)

La terra dove fioriscono i limoni è l’Italia, dove Goethe fece due viaggi, il primo durato quasi due anni, il secondo più breve. La poesia, dedicata alla penisola, pennella in modo mirabile le caratteristiche del suolo italiano, dove crescono la pianta sacra all’amore (il mirto) e quella della gloria poetica (l’alloro); dove tutti i colori sono accesi; dove le alte cime delle Alpi e le sue barriere stimolano il viaggiatore ad avvicinare il sublime, superando le passioni disordinate; dove l’elegante architettura delle pianure e delle città porta a quiete il felice equilibrio tra natura e società.

Nel 1914 Rudolf Steiner parlò delle differenti qualità di alcuni popoli europei in relazione alle forme dei capitelli delle colonne della grande cupola del primo Goetheanum. Egli mise l’Italia in relazione al secondo capitello, quello del Sole, e menzionò il poeta Dante Alighieri e il filosofo Tommaso Campanella come eminenti personalità che hanno rappresentato queste qualità solari nella cultura italiana.

Enea in fuga da Troia - Pompeo Batoni

Enea in fuga da Troia – Pompeo Batoni

La nascita della cultura italiana nella mitologia ha a che fare con Enea e con Romolo. Enea era il figlio della dea Venere. Egli portò a Roma la misteriosa immagine delle forze del Sole nel Palladio. Romolo, invece, il fondatore di Roma, nutrito con latte di lupa, nacque sotto Marte e le forze connesse con l’egoismo e il materialismo.

Romolo e Remo – Rubens

Questa doppia origine ha in sè stessa una domanda per il futuro: è possibile trasformare le forze dell’egoismo che sono così tenaci oggi in qualità e attitudini sociali? Qual è il compito della cultura italiana in questa trasformazione? Quale compito ha la pedagogia Waldorf?

Se guardiamo all’Italia da un punto di vista geografico vediamo il grande arco alpino del nord, con le sue massicce formazioni granitiche e qui, guardando alla penisola come ad una grande pianta rovesciata, possiamo vedere le radici. Al sud possiamo distinguere un elemento vulcanico legato al fuoco, connesso con il sistema del metabolismo. Qui abbiamo lo zolfo, di cui la Sicilia è così ricca.

In mezzo alle due troviamo l’elemento più ritmico collegato al cuore (le pianure, le coste, gli Appennini, che uniscono il Nord e il Sud). Qui abbiamo il ferro e il mercurio, che sono così tanto collegati al respiro e al sistema ritmico dell’essere umano.

Veduta d’Italia – 1850

Ha un significato che una personalità d’eccezione come Francesco d’Assisi sia nato in Umbria, che è nel mezzo dell’Italia centrale. Nell’epoca dell’anima razionale egli fu in grado di testimoniare che è possibile trasformare il coraggio in amore. Nel suo comprendere il linguaggio degli animali, nel suo domare il lupo, egli parla di una nuova forza che può sorgere in ogni essere umano che è in grado di mettersi in collegamento con le forze dell’Essere Solare-Cristo. Nel Cantico di Frate Sole questo motivo appare così chiaro ed è espresso e scritto per la prima volta in Italiano, la lingua espressione delle forze del cuore e del sentimento, che media tra le forze della testa e del sistema metabolico, superando la durezza e la freddezza del Latino.

Chiesa di San Francesco, Pienza (SI) - Seconda parte del XIV sec. Cristoforo di Bindoccio e Meo di Pero dopo il restauro.

Chiesa di San Francesco, Pienza (SI) – Seconda parte del XIV sec. Cristoforo di Bindoccio e Meo di Pero dopo il restauro.

L’Italia ha come compito lo sviluppo delle forze solari come centro della vita dell’anima. Rudolf Steiner descrisse la penisola come una spina dorsale che esce dall’Europa e si allunga verso Oriente, – un ponte  dunque – tra Oriente e Occidente.

Non ci chiede l’attuale situazione mondiale, caratterizzata come non mai da flussi migratori enormi, di sentire di più, di aprirci e di farci toccare di più dai destini degli altri, dagli eventi e dalla storia del mondo?

In questo senso il ruolo che può giocare l’educazione delle giovani generazioni sarà fondamentale e la pedagogia Steiner-Waldorf, che nasce da una visione dell’essere umano compenetrata dalla conoscenza e dalla ricerca delle origini spirituali della materia, è già di per sè stessa una carezza per il cuore, un toccasana per l’anima del singolo e delle comunità, una solida quercia su cui fortificare il proprio pensiero. Ma coniugare l’IO nel NOI è oggi la sfida più complessa.

Rudolf Steiner non si stancò mai di considerare il processo educativo come un processo artistico nel quale gli insegnanti sono artisti. Chiamò la pedagogia da lui iniziata “arte dell’educazione”, perché sono necessarie capacità artistiche per dare forma alle lezioni riguardo alla materia d’insegnamento, alla composizione della classe, all’età, al luogo, alla situazione. La creazione artistica però non è sognante, richiede un processo di percezione e di espirazione, ma anche un processo d’inspirazione, quindi di coscienza. L’insegnante ha bisogno di coltivare ideali e sviluppare capacità d’ascolto, nutrire talenti artistici e spirito d’osservazione per seguire i bambini che gli sono affidati e cercare delle strade per aiutarli nel loro sviluppo individuale e sociale. Senza questo elemento conoscitivo ed artistico, senza questo lavoro di autoeducazione in senso antroposofico, anche la pedagogia Waldorf potrebbe facilmente scadere in comodo nominalismo, o peggio, diventare dogmatica e settaria.

Classe Waldorf Secondo settennio - Reggio Emilia

Classe Waldorf Secondo settennio – Reggio Emilia

La prima scuola e il primo asilo Waldorf sorsero nel 1946 a Milano, dove già tanti semi della vita antroposofica erano da tempo curati e nutriti. Si dovette attendere però fino al 1973 perché sorgessero due nuove iniziative: a Roma e a Mestre-Venezia. Negli anni Ottanta e Novanta sorsero tanti asili e scuole e la pedagogia Steiner-Waldorf si aprì ad un pubblico più vasto e a nuove zone del territorio. Sorsero iniziative quasi dappertutto. Agli inizi degli anni Novanta sorsero l’Associazione delle maestre d’asilo Sole Luna Stelle, l’Associazione degli Insegnanti e la Federazione delle Scuole Steiner-Waldorf. Le tre associazioni oggi formano il Gruppo di Coordinamento Nazionale, l’organismo che si occupa della tutela, della promozione e dello sviluppo della pedagogia nel territorio.

La Federazione delle scuole raccoglie attualmente 29 soci che gestiscono 27 asili, 19 scuole con il ciclo I-VIII,  2 scuole con il ciclo I-XIII, 8 centri di formazione per insegnanti. Le due Associazioni degli Insegnanti sono soci garanti per la tutela dell’identità della pedagogia. La grande maggioranza delle scuole si trova nel Nord e nel Centro della penisola, fatta eccezione per le storiche realtà di Manduria (Ta) e Palermo. Al momento in cui si scrive alcune nuove iniziative sembrano voler nascere in Puglia, Sicilia, Sardegna, Campania.

Proprio in seguito alla nascita di così tante scuole si è sentito il bisogno, a partire dal 2008, di porre una particolare attenzione al tema dell’identità delle scuole e al rafforzamento delle sue origini attraverso un lavoro permanente con insegnanti, amministratori, segretarie e genitori allo scopo di proteggere le radici identitarie della pedagogia Steiner-Waldorf e il suo rapporto con l’Antroposofia; regolamenti per il riconoscimento degli asili, delle scuole e dei centri di formazione; linee d’orientamento comune e pratiche per l’autovalutazione del lavoro pedagogico, amministrativo e sociale; protezione e difesa legale nel caso di uso scorretto del nome Steiner o Steiner-Waldorf.

In Italia esistono giardini d’infanzia e scuole che riconoscono la pedagogia Steiner-Waldorf ma che non sono membri della Federazione per ragioni biografiche: si tratta di giovani iniziative che non hanno ancora maturato i requisiti necessari oppure per libera scelta.  Il Gruppo di Coordinamento Nazionale cerca di dialogare e di lavorare con queste realtà offrendo, dove e quando possibile, aiuto e supporto.

Dal 2002 si organizza annualmente in Italia il Waldorf Italia, una conferenza ormai giunta alla quindicesima edizione, aperta anche ai genitori, nella consapevolezza – come disse Rudolf Steiner nella conferenza del 21.8.1919 a Stoccarda che “la nostra meta non si raggiungerà, se non quando l’umanità sarà tanto progredita che anche i genitori si saranno persuasi che all’umanità attuale sono imposti determinati compiti già per il primissimo periodo dell’educazione” (O.O. 293). C’è bisogno infatti di creare una solida, forte, alleanza intorno ai bambini, perché una sana e fruttuosa relazione maestro/allievo può sorgere solo se insegnanti e genitori condividono la stessa visione dell’essere umano in crescita. Tale visione non può che essere continuamente fecondata dalle conoscenze che l’Antroposofia ci mette a disposizione e che ciascuno può cogliere e fare diventare patrimonio umano delle sue esperienze di vita. Dal 2012 i genitori italiani aderiscono a ENSWAP e dal 2016 è ufficialmente sorta la Rete Italiana dei Genitori delle scuole Steiner-Waldorf.

In Italia non esiste ancora una Sezione di Pedagogia in senso stretto. Dal 2011, comunque, un gruppo di insegnanti aderenti alla Libera Università di Scienza dello Spirito si riunisce periodicamente per svolgere un lavoro di approfondimento dei contenuti esoterici collegati alla pedagogia.

Grazie a questo lavoro continuo la pedagogia steineriana è oggi più diffusa e conosciuta su tutto il territorio nazionale. Essa dialoga ed è autorevolmente presente a tavoli di lavoro nazionale dove si discute di libertà dell’educazione. La qualità pedagogica raggiunta è molto buona, grazie al grande sforzo profuso da insegnanti, genitori e amministratori che quotidianamente lottano con sfide di ogni tipo.

Le scarse risorse economiche, le molte richieste legali ed amministrative, i limitatissimi aiuti finanziari che provengono dalle autorità locali e statali impediscono alle scuole italiane di poter pagare meglio i loro insegnanti e di riconoscere un contributo economico agli amministratori. Le scuole vengono infatti gestite da insegnanti e amministratori su base completamente volontaria. Si vuole qui sottolineare come il volontariato è proprio una peculiarità e una forza sociale degli Italiani, che nelle situazioni di emergenza nazionale (in caso di incidenti o calamità naturali, per esempio) sanno sempre mostrare forze di generosità e di altruismo.

Le scuole non rimarrebbero in piedi senza questa grande quantità di lavoro donato. Le donazioni sono divenute sempre più scarse, a causa della crisi economica mondiale, e molte scuole hanno ultimamente dovuto fare grossi tagli.

Ma il mondo ha bisogno di questa pedagogia! In tal senso le nostre scuole possono diventare comunità dove sperimentare e dare vita a fratellanza, condivisione di destini, valori universali. Possa l’Italia dare il suo contributo più profondo e vero al rinnovamento e alla conferma della pedagogia Steiner-Waldorf nel mondo, a cento anni dalla sua fondazione!

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