Ma noi genitori…sappiamo cosa dobbiamo fare ?

di Ciro degli Esposti

Da diversi anni lavoro in una azienda italiana di telecomunicazioni ed è oramai lampante che l’attenzione è sempre più catalizzata dal cosiddetto mondo dell’ICT,  acronimo con l’onomatopea di uno starnuto, ma che in realtà significa Information & Communication Technology. E già qui si potrebbe aprire una discussione non piccola sul fatto che Comunicazione ed Informazione vengano  accoppiate alla parola Tecnologia e non ad altro. Ma non la apriremo, promesso.

Sono interessato invece a portare la vostra attenzione su come diverse aziende, in questi ultimi tempi, stiano conducendo azioni formative sempre più importanti sulle persone, al fine di iniziarle ad un nuovo modo di lavorare. E questo deriva, neanche a dirlo, dal forte impatto che su tutti gli ambiti umani sta avendo la cosiddetta “Trasformazione Digitale”. E’ infatti idea piuttosto diffusa che nei vari settori industriali, e non, nel giro di pochi anni l’Automazione Digitale soppianterà quasi in toto la forza lavoro ad oggi presente: si stima che il 65% dei lavori, come oggi li conosciamo, non esisteranno più. O meglio, non saranno più fatti dall’uomo.

E allora ?  Che fine faremo noi ? Cosa ci ridurremo a fare ?
E – assillo degli assilli – che ne sarà dei nostri figli ?

Vi assicuro, sono rimasto di sasso quando ho visto qual è la risposta più diffusa sulle competenze richieste nel prossimo futuro:

Vi ricorda niente ?
E vi garantisco che nella mia azienda di steineriano non c’è neanche la “s”.

Fuor di scherzo, stanno arrivando segnali in curiosi modi, a volte veicolati goffamente, ma di sicuro da più parti, che le capacità del futuro non saranno più incentrate sulla specializzazione tecnica o sulla mera forza lavoro, bensì su una solida forza dell’essere. Su tutte quelle caratteristiche insomma che neanche l’Intelligenza Artificiale, e quindi figuriamoci l’Automazione Digitale, può ancora avere: empatia, creatività, immaginazione, sentimenti, cura, altruismo, moralità…..

Immagino che starete cominciando ad intuire qualcosa sul titolo.
Eh sì, sento il rumore dei pensieri….. Ma non basta, serve un passettino in più.

E’ innegabile che sia bello pensar di aver portato i nostri figli in una scuola che questi aspetti li cura e tanto; è altresì buono tenere a mente che gli educatori, che i nostri figli avranno, saranno una rappresentazione umana di questi principi. Però è altrettanto vero che noi genitori siamo parte integrante di questa educazione. Siamo tanto importanti quanto i maestri. E forse anche di più.

Ed eccoci quindi arrivati al nocciolo:               “ma noi genitori….sappiamo cosa dobbiamo fare ?”

Vi tolgo dall’imbarazzo: nella maggior parte dei casi “no”.

Ed è normale. Nessuno nasce imparato.

Ma c’è un buona notizia: non siamo lasciati soli. Perché questa scuola non accoglie solo i nostri figli, ma anche tutti noi ed è bene ricordarcelo ogni tanto.  D’altronde, come esistono percorsi di formazione per maestri e tirocinanti, ugualmente esistono percorsi di informazione e conoscenza per noi genitori, come ad esempio:

  • Laboratorio di Studio Pedagogico,
  • Laboratorio Permanente di Pratiche Sociali,
  • Eventi Culturali,
  • Conferenze e successivi Seminari,
  • e via dicendo.

Non vi nego che da scettico di partenza, quale sono stato, non mi ero avvicinato a questi eventi con troppa fiducia, benché fossi curioso. Ora però debbo affermare, ad onor del vero, che molti di questi eventi – in particolare i due Laboratori – sono stati una scoperta, una bella esperienza di conoscenza delle persone, delle dinamiche e dei principi. Tutt’altro che roba barbosa o mero esercizio di pensiero. Anzi, non di rado il confronto e la concretezza hanno preso connotazioni fortemente pratiche.

Ritornando quindi sul punto che siamo tanto importanti quanto i maestri (e forse anche di più), se giustamente richiediamo loro degli atti di auto-coscienza e di auto-consapevolezza (in altre parole, auto-educazione), è altrettanto vero che sarebbe quantomeno sciocco esimerci dal medesimo lavoro su noi stessi.

In conclusione,

se vogliamo che nei nostri figli si esplichi armoniosamente quella trasformazione che li porterà ad essere persone libere in futuro, noi per primi dobbiamo comprendere quella trasformazione che in loro avviene e, se serve, intraprendere in noi stessi quella parte di trasformazione necessaria per “essere in divenire” assieme a loro.

Un abbraccio

Ciro

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