La riflessione da cui è partito il Forum Internazionale qualche anno fa, pensando a questa ricorrenza, è che la pedagogia Steiner Waldorf è un dono così prezioso per lo sviluppo dell’essere umano nell’epoca dell’anima cosciente che affinché essa possa essere portata a sempre più bambini e ragazzi in tutto il mondo, in questi tempi così difficili, è necessario innanzitutto rafforzarne le radici culturali e spirituali, esortando le scuole e gli insegnanti a proseguire nel percorso in cui Rudolf Steiner è stato maestro e rinnovatore, intensificando lo studio e la ricerca antroposofica e pedagogica.

Certo le celebrazioni del Centenario culmineranno anche in eventi esteriori, gioiosi, portatori di festa ed essi potranno fertilizzare tanti luoghi della terra, alla stregua di un preparato 500: quello che farà la differenza, però, sarà la nostra coscienza e la nostra capacità di lavorare su un duplice piano, interiormente ed anche esteriormente.

Si tratta di coinvolgersi nel mondo, di entrare nella vita materiale con umiltà, qualità e circospezione, ma anche di coinvolgersi verso il mondo spirituale, ricollegandosi a quelle forze spirituali che hanno benedetto e sostenuto il lavoro antroposofico negli ultimi cento anni e in generale da sempre. Questo doppio gesto ci viene richiesto dai tempi moderni.

Per questo già da due anni le scuole e le istituzioni nazionali responsabili della pedagogia hanno intrapreso un lavoro di approfondimento dell’immagine dell’essere umano e della tripartizione delle tre forze dell’anima  che ci viene dall’Antropologia generale.

Sono sorti tre impulsi:

  • lavorare all’Antropologia nei nostri collegi e nei nostri incontri nazionali di aggiornamento e formazione (rafforzamento del lavoro del pensare);
  • intensificazione del lavoro dello studio sul bambino e percezione dei nostri colleghi (rafforzamento di un sentire percettivo);
  • trasformazione della nostra scuola o asilo in un luogo di cura per le api o degli alberi (rafforzamento dell’agire volitivo).

Parecchie scuole in tutto il mondo hanno già iniziato a lavorare in questa direzione e si sono avuti dei riscontri molto positivi; in particolare si è potuto percepire la differenza nella qualità del loro lavoro e la forza che ne è derivata.

Successivamente è stato necessario creare un’Associazione mondiale non profit a carattere internazionale che possa gestire legalmente il Centenario e tutto ciò che esso comporterà, come per esempio potere sottoscrivere contratti per servizi in diversi paesi del mondo. L’Associazione è nata nell’incontro di Arles (Francia), in grembo al Forum Internazionale, dopodiché  il Forum stesso ha unanimemente eletto un Consiglio di Direttori, composto di individualità che saranno chiamate ad agire  rapidamente, mano a mano che si presenteranno le varie necessità  o a  delegare compiti a singoli individui.   È composto da: Clara Aerts (IASWECE, Belgio), Florian Osswald (Sezione di Pedagogia, Svizzera), Claus-Peter Röh (Sezione di Pedagogia, Germania), Joan Sleigh (Presidenza della Società Antroposofica Universale, Repubblica del Sud Africa), Robert Thomas (Svizzera), Christian Boettger, Stefan Grosse  e Henning Kullak-Ublick (Germania), Beverly Amico (Nord America) e potrebbe aggiungersi una persona dall’Australia.

Stanno ora sorgendo tante iniziative e tanti progetti per il 2019, che vanno sotto il medesimo titolo: Waldorf 100 – Imparare a cambiare il mondo, scelto come motto. È stato predisposto anche il sito: www.waldorf-100.org.

Già sono sorte tantissime idee e attività in vari luoghi della terra e a vari livelli. È importante però aiutare le persone e le istituzioni ad orientarsi in questa fucina di entusiasmo e di operosità.  Possiamo infatti distinguere quattro livelli di possibili attività:

  • progetti principali, transnazionali, che saranno coordinati a livello centrale dall’Associazione Waldorf 100;
  • progetti individuali, di singole scuole o nazioni, che sorgeranno da iniziative locali e che potranno dar vita a coordinamenti e collaborazioni;
  • il Centenario (inteso propriamente come le celebrazioni conclusive);
  • progetti in cooperazione con la Sezione di Pedagogia presso il Goetheanum di Dornach, con gli Amici dell’Arte dell’Educazione ed altre istituzioni internazionali.

 

Tutte le attività di Waldorf 100 dovranno essere realizzate con materiale eco-compatibile.

Ecco dunque, in breve, cosa bolle in pentola. C’è da esserne lieti e grati.

La Federazione delle Scuole Steiner Waldorf in Italia, dopo averne discusso nell’Assemblea dei Soci tenuta a Padova il 13 novembre, ha deciso di  aderire a  Waldorf 100, deliberando di sostenere culturalmente ed anche economicamente le iniziative di cui l’Italia andrà a farsi portatrice e sostenitrice.

E ora tocca a noi: ogni singola realtà (asilo, scuola, centro di formazione) è spronata ad  attivarsi per mettere in atto iniziative che potranno avere una portata più locale, oppure nazionale o sovra-nazionale. La Federazione delle Scuole rimane il riferimento d’eccellenza per coordinare tutte le iniziative italiane.

La pedagogia Steiner-Waldorf è oggi rappresentata in quasi 1100 realtà scolastiche e 2000 asili sparsi in tutto il mondo. Waldorf 100 sarà un’altra occasione per rafforzare la collaborazione e il dialogo tra queste iniziative.

Nel cammino verso le celebrazioni del 2019 dovremmo chiederci: cosa abbiamo conquistato in quasi cento anni di attività? Cosa per contro abbiamo trascurato o omesso? Cosa deve ancora essere sviluppato affinché si possa veramente celebrare il 2019? Cercare di rispondere insieme a queste domande con profonda serietà ci aiuterà a prepararci interiormente al Centenario.

Dal rafforzamento della coscienza, dall’approfondimento dei motivi ideali ed originari che ci hanno portato a scegliere di rappresentare e di incarnare questa pedagogia potranno sorgere forze di entusiasmo e di fiducia verso il futuro ed esse potranno attivarsi e dirigersi verso il movimento mondiale delle nostre scuole.

Potremo allora portare dei preziosissimi contributi come individui e come movimento italiano.

Cristina Laffi

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