La sapienza artigianale e il senso del suono.

Come ci ricorda Goethe  nel Wilhelm Meister, un lavoro che non sia finalizzato all’avere, bensì all’essere, che non produca merci – oggetti di solo  valore  di scambio – ma cose armoniose, oggetti che tornino, in un certo senso a chi li ha creati, permettono al soggetto di appropriarsi interamente della propria attività.

E quale miglior modo, per creare cose armoniose, che costruire un flauto, uno strumento musicale, con un materiale naturale come il bambù?

Il filosofo Ernst Block, nel suo testo Il Principio Speranza, citando l’ Ovidio  delle Metamorfosi, ci racconta come il suono di questo strumento avesse procurato a Pan la consolazione di un’unione con la ninfa la quale, scomparsa o non scomparsa, resta nelle sue mani come suono del flauto. Ed ecco manifestarsi l’invenzione di quell’espressione umana che è la musica. Il suono “traccia una linea nell’invisibile e questo suono, ottenuto dal flauto, è la presenza di qualcosa di scomparso […] la ninfa scomparsa è rimasta come suono, in cui ella si orna ed abbellisce e risuona davanti a chi ne ha bisogno”.

Creazione e bisogno di autenticità

Le suggestioni legate alla creazione del suono e all’importanza di sperimentare la sua qualità, sono al centro dell’interesse di molti artisti e costruttori di strumenti, operanti in ambito antroposofico, che dai primi decenni del ‘900 ad oggi hanno lasciato testimonianze artistiche importanti. Ricordiamo le lire di Lothar Gartner,  il violino di Thomastik, i vari strumenti di metallo di Manfred Bleffer,  i flauti di Norbert Visser, gli strumenti a corde di Gunhild von Kries, tanto per citare i più importanti.

Anche grazie all’utilizzo di materiali di pregio, l’obiettivo più importante di questi artisti è sempre stato quello di puntare ad una certa trasparenza del suono,  tentando di trasferire sugli strumenti i principi dei metodi di canto. Costruendo strumenti musicali di nuova creazione questi artisti hanno portato nuovi impulsi in direzione dello sviluppo di un nuovo tipo di suono ricorrendo, in diversi casi, all’improvvisazione di gruppo.

Enzo Vacante

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