Terzo settennio

Aiutare gli adolescenti ad essere più ”telemachici”

di Fabiola Cinzia Limuti

Durante l’ultimo incontro per la futura IX classe a Conegliano, il maestro Bruno, che da adesso si chiamerà prof perché passa alle superiori, si è presentato ai genitori e agli alunni perché ha accettato il delicato incarico di tutor di questa classe.

È una vecchia conoscenza per me questo maestro, perché ho seguito lezioni di geometria con lui ad Oriago e mi piace il suo approccio pratico, rigoroso ma vivo, che trasmette sicurezza sulla direzione da seguire, è una brava guida, sa infondere sicurezza e amorevole appiglio.

Il “gigante buono” si è presentato a noi genitori dispensandoci qualche consiglio, come ad esempio far trascorrere un’estate pre liceo che sia di riposo ma anche di ripasso e soprattutto di sensatezza, e invitandoci a leggere un articolo pubblicato da Alessandro d’Avenia sul Corriere della sera nell’ambito della sua imperdibile rubrica del lunedì che si intitola Letti da rifare.

Lo riportiamo in queste pagine perché fa delle considerazioni significative sull’adolescenza.

(….) “ I miei studenti si stupiscono che i primi quattro libri dell’Odissea siano dedicati non a Ulisse ma al figlio Telemaco. La dea Atena nelle fattezze di Mentore, amico di Ulisse, gli dice di smetterla con i pianti da bambino per l’assenza paterna. Lo incoraggia a mettersi in moto per cercarlo e, se ne avesse accertato la morte, per prenderne il posto. Telemaco scosso dal Mentore divino, senza dir nulla alla madre, si procura nave e compagni, e prende la via del mare che nell’Odissea equivale ad affrontare la morte. Il viaggio non lo porterà a trovare suo padre, ma il padre che ha dentro. Smette i panni infantili e diventa uomo. Telemaco significa “colui che combatte da lontano” ed è per me l’eroe degli adolescenti, “pazzi sanissimi” che possiamo aiutare a essere più “telemachici”: combattere a distanza per qualcosa che li appagherà in modo duraturo, perché la padronanza di sé è liberante, essendo una condizione interiore stabile, rispetto alla dipendenza da immediati e sfuggenti piaceri. Leggete a voce alta quei quattro libri ai bambini e risparmierete loro molte banalità. E da adolescenti lanciateli per mare, perché scoprano che per esser felici non basta arraffare con foga la vita, ma bisogna trovare il coraggio di viverla”.

Da Letti da rifare n.9 rubrica di Alessandro d’Avenia sul Corriere della sera

Didascalia immagine: Il riconoscimento di Ulisse e Telemaco. Dipinto di Henri-Lucien Doucet (1880). Parigi, École Nationale Supérieure des Beaux-Arts.

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